Ginetta Chirici

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Ginetta Chirici, da Gino e Bianca Mazzei; nata il 24 novembre 1924 a Pistoia. Nel 1943 residente a Bologna. Diploma di abilitazione magistrale. Maestra.

Si iscrisse alla Facoltà di Magistero svolgendo in pari tempo un’attività volontaria tesa a sollevare dall’analfabetismo famiglie di contadini dei casolari isolati della zona di Marzabotto, in particolare giovani donne.

Aderì alla Resistenza insieme ai familiari: la madre Bianca Mazzei fu tra gli 84 civili che le SS naziste rinchiusero nella chiesa di Casaglia per compiere la strage del 29 settembre 1944. Ginetta militò nella brigata Stella rossa Lupo.

Fu uccisa dai nazifascisti il 4 ottobre 1944, in località Cà Beguzzi a Casaglia, nel corso dell’eccidio di Marzabotto, con altre 19 persone. Riconosciuta partigiana dall'1 novembre 1943 al 4 ottobre 1944.

L’Università degli studi di Bologna le ha conferito la prima laurea honoris causa della Facoltà di Scienze dell’Educazione il 19 aprile 1995, Il Comune di Monzuno e il Comune di Pistoia le hanno dedicata una via.

[Antonio Sciolino]

Dal sito della Certosa di Bologna

Il 4 ottobre 1944 nel rifugio di Ca’ Beguzzi i tedeschi trovano una ventina di persone, tra cui vari scampati agli eccidi dei giorni precedenti. Alcuni uomini sono costretti a seguire i tedeschi sino a Ca’ Belvedere, mentre le persone rimaste nel rifugio vengono uccise. Gli uomini rastrellati vengono prima obbligati a lavorare per i tedeschi e sulla via del ritorno sono fucilati sul ciglio di un burrone; tre di loro, Bruno Pedriali, Mario Pelagalli e Gino Chirici, riescono a salvarsi buttandosi per la scarpata.

Dal sito della Certosa di Bologna